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Un nome
Lettere nere
Su un foglio bianco logoro
Incollato a stento
Ai lati di un cartellone metallico
Anodizzato
È tutto quello che rimane di me
Ci credi cara? Che una vita può durare come un tuo colpo di spazzola? Se la guardi sottosopra sembra così insignificante
che il riccio a bordo strada non sembra poi tanto misero.
Quei tuoi capelli ricci non si vogliono proprio pettinare.
Qui dove sono ora ogni nodo è sciolto e
Un secondo dura un infinito
La pazienza non è più una virtù
Ho smesso di essere quel ragazzo
Che con la faccia da scemo
Aspettava quel treno
arrivare sempre in ritardo
Ora sono una foto stampata male
In bianco e nero
Con un accenno di sorriso
Presuntuoso di riassumere
I miei 60 anni
Ma capace solo di farmi apparire più idiota
Quella combo di numeri dispari
Se me la fossi giocata al lotto
Ora magari sarei morto ricco.
Un fiore stilizzato
Ultimo pezzetto di vomito dell'Art Nouveau
Il viso del figlio del dio semitico
Timbro di garanzia dell'Anno Domini
Tutta la mia vita dentro i margini di un A4
Se anche tu cara stai aspettando quel treno
Con la faccia annoiata
E la tua esistenza insieme alla spazzola
Incolumi dentro la tua borsetta di tela
Guarda in alto
Scorro sui cavi dell'alta tensione
E l'unico resto di materia che mi ricorda
Dorme sotto il manifesto di un circo itinerante